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mercoledì 19 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica X

Buongiorno e buon mercoledì, oggi la consueta lezione sul restauro è dedicata  al campo delle riparazioni utili. 
Gli interventi di restauro più complessi e difficili da eseguire, sono quelli che prevedono interventi su mobili danneggiati che necessitano di un'adeguata riparazione.

Primo passo: un'attenta valutazione 

Nei primi interventi più strutturati di falegnameria puoi trovarti in difficoltà, per quanto riguarda l'attuazione dei passi da seguire.
In effetti, i lavori professionali di falegnameria richiedono una grande competenza e specializzazione, onde evitare di danneggiare seriamente un mobile da restaurare.
Tu puoi realizzare invece molti altri interventi, magari servendoti dei consigli di una figura professionale.
Con questo capitolo dedicato alle riparazioni quindi,  analizzeremo insieme situazioni reali di intervento con danno limitato, interventi quindi, che potrai eseguire anche tu senza troppe preoccupazioni.
Inizia con il riparare una vecchia sedia di poco pregio, un piede danneggiato, una gamba spezzata, prova a rifoderarla, sostituisci un piallaccio, elimina le macchie dal legno, prova a sagomare pezzi e finiture danneggiate, solo così puoi iniziare a farti un'idea generale del metodo con cui approcciarti al restauro del mobile.
Se all'inizio hai dei dubbi e il timore di non essere all'altezza, è solo formandoti un'esperienza pratica con pazienza e senza l'assurda pretesa di ottenere tutto subito e senza sforzi, puoi raggiungere risultati davvero soddisfacenti.

Danni alla superficie

Dipendono dall'uso quotidiano dei mobili, e sono procurati da urti causa di  abrasioni, graffi, dovuti anche eventualmente a cadute di oggetti, dall'aggressione di sostanze accidentalmente venute a contatto con il legno. 
Lo strofinio per esempio, provoca incisioni più o meno profonde sul legno e rigature sulla pittura o vernice del mobile, quando presente. 
Se il rivestimento è costituito da pittura coprente, in modo tale da non lasciare trasparire le venature del legno sottostanti, puoi carteggiare lievemente la parte interessata con della carta abrasiva a grana medio-fine. 
Sull'incisione applica poi dello stucco con una spatola riempendo tutto l'incavo. Quando lo stucco è perfettamente asciutto ripassa appena con la carta abrasiva e asporta la polvere prodotta. Riapplica quindi la pittura. Dal momento in cui la pittura nuova non è perfettamente identica a quella del mobile, ti consiglio di ridipingere tutta la superficie interessata, nonché tutto il mobile qualora ce ne sia bisogno.
La cosa capita di frequente perché l'esposizione all'aria e alla luce scurisce, o in ogni caso altera la tonalità delle pitture e risulta quasi sempre impossibile ottenere un ritocco invisibile.



Per oggi è tutto! Non perdere il prossimo post, ti spiegherò come riparare una sedia in modo  corretto e professionale...

Buona giornata!


mercoledì 12 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica. IX

Buongiorno e buon mercoledì! Devo dire che questa piccola rubrica settimanale dedicata al restauro mi da tante soddisfazioni, perché riscontro l'interesse verso un argomento che amo e che tratto molto volentieri. La settimana scorsa mi hanno scritto Nancy per esempio, e Stefy del blog http://shabbyecountrylife.blogspot.it/  che seguo da quando ho aperto anch'io questo  mio spazio virtuale e, oltre a farmi i complimenti, mi hanno anche riferito che questi post dedicati al restauro sono per loro utili e quindi facilmente fruibili. Di questo sono molto contenta perchè è proprio quello che desidero, rendermi utile condividendo una mia grande passione.

Oggi mi ricollego al discorso della scorsa settimana, in cui ho parlato dello stucco elencandone tre tipologie: lo stucco classico, lo stucco a cera, lo stucco a gommalacca.
Dopo averti descritto le caratteristiche e le proprietà dello stucco classico e dello stucco a cera, oggi ti parlo dello stucco a gommalacca.

Stucco a gommalacca.

Va preparato volta per volta nella quantità necessaria e si utilizza solitamente e preferibilmente per mobili di pregio che vanno rifiniti a gommalacca. Questo tipo di stucco si presta bene a chiudere crepe e foro anche profondi, perchè una volta essiccato non ha cali profondi di volume. 
Per prepararlo procedi così:




Carteggiatura e scelta della grana.

Durante le varie fasi del restauro non sempre è necessaria la carteggiatura, anche se si tratta indubbiamente di una pratica molto utile, per esempio quando si deve levigare una stuccatura precedente eliminando residui e sbavature. Per carteggiare si usano carte o tele abrasive acquistabili in fogli o nastri di dimensioni e grossolanità granulare diverse.
Alle carte e ai teli sono applicati granuli abrasivi di diversa dimensione, la cui finezza e grossolanità corrispondono ad una numerazione progressiva, ( 40, 80, 100), e più la numerazione è bassa, più l'abrasivo è ruvido e i granuli che lo compongono saranno quindi più grandi , si tratta delle carte abrasive  grossolane. .
I numeri alti invece indicano un abrasivo più fine. Tra un valore ed un altro lo scarto è di 20.
Considera che le carte grossolane sono quelle con valori sotto 180, mentre quelle fini sono sopra 240.
E' preferibile carteggiare a mano, con movimenti che seguono il corso della vena del legno, evitando passaggi trasversali che lasciano segni visibili. Per agevolare l'operazione di carteggiatura permettendo alla carta di adattarsi a determinati profili, questa, può essere avvolta attorno a una spugna o a uno straccio.
E' referibile poi non rimuovere in continuazione la polvere che produci, in quanto aiuta a levigare e ad evitare di graffiare il legno. Ti consiglio invece di cambiare la carta quando si sporca perchè i residui di legno intrappolati gfra i granuli possono lasciare segni sulla superficie. 
Terminata una prima carteggiatura procedi a un secondo passaggio più fine, con carte di numerazione maggiore.
A fine lavoro puoi asportare la polvere prodotta tramite un aspirapolvere ed uno straccio umido passato sulla superficie.
Come ho già spiegato nel post precedente, le parti stuccate vanno eventualmente ripassate e ulteriormente riempite, poiché lo stucco asciugandosi si ritira. Una volta seccata la seconda mano si effettua un'altra carteggiatura.

Per oggi è tutto! Spero di esserti stata utile! 

Buona giornata e alla prossima.

mercoledì 5 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica VIII.

Buongiorno e buon mercoledì! Sei un amante del restauro? Hai qualche mobile in casa appartenuto alla nonna che vorresti tanto far tornare al suo antico splendore? Allora sei nel posto giusto, seguendo le indicazioni scritte nei diversi post che ho dedicato al tema del restauro, puoi cimentarti anche tu in quest'arte che, come dico sempre, racchiude in sé la magia. Molto spesso mi è capitato di leggere e di sentire molte persone che confondono il restauro  con la decorazione di un mobile. Una volta  mi sono espressa in merito al fatto che esiste una bella differenza tra queste due pratiche: io posso prendere un mobile, o un qualsiasi altro complemento d'arredo, dipingerlo o lavorarlo con vernice e/o bitume come più mi piace, e qui parliamo di decorazione in quanto chiunque possieda manualità e passione ci si può dedicare, senza che siano necessari lo studio e la conoscenza. Il restauro invece è qualcosa di ben diverso, che può essere praticato solo da chi possiede una competenza e conoscenza profonda. Detto questo, è arrivato il momento di andare avanti con la lezione di oggi dedicata alla STUCCATURA.

Quando hai tra le mani un mobile o un complemento d'arredo con crepe profonde, non puoi intervenire con lo stucco, quest'ultimo va bene solo per fori grandi qualche millimetro. nel caso di fratture più grandi è necessario integrare le parti mancanti con legno della stessa essenza della parte in questione.
In commercio esistono stucchi pronti all'uso di diverso tipo, e altri possono essere preparati.
Le varianti più comuni e utilizzate sono : lo stucco classico, lo stucco a cera e lo stucco a gommalacca.

Stucco classico.

E' certamente lo stucco più utilizzato in sede di restauro. Si ottiene dalla miscela di gesso di Bologna (o pangesso) con terre colorate, quelle adatte cioè a riprodurre la tonalità del legno da riempire, e colla animale, o anche vinilica. 
Devi amalgamare Il gesso di Bologna e le terre sopra una superficie liscia come vetro o marmo, quindi  aggiungi la colla animale diluita con acqua calda per ottenere un composto della giusta fluidità.
Prepara un quantitativo sufficiente per le varie applicazioni, perché ti risulterebbe molto difficile ricreare la stessa tonalità cromatica. 
Per quanto riguarda la colla, la devi dosare volta per volta, in modo tale dal grado di tenacia che vuoi dare allo stucco. Versa più colla per le parti esposte a urti, mentre per fori e crepe non è necessario.
Prima di applicare l'impasto lavoralo e amalgamalo bene con la spatola . Quasi sempre è necessaria una seconda passata perché lo stucco classico tende a ritirarsi indurendosi.

Stucco a cera.

Puoi trovare facilmente in commercio questo tipo di stucco nella forma di stick solido di varia colorazione. Puoi ottenere diverse tonalità mescolando stick di diversi colori dopo averli liquefatti. Inoltre puoi preparare facilmente per conto tuo  questo tipo di stucco sciogliendo a bagnomaria cera vergine d'api con un pò di essenza di trementina, aggiungendo poi terre colorate per ottenere il colore desiderato. Una volta che avrai mescolato e amalgamato per bene il composto, versalo in piccoli stampi per ottenere stick solidi.
Questo tipo di stucco non raggiunge mai una durezza elevata, per cui non è adatto per la riparazione di parti esposte agli urti, è molto indicato per i mobili rifiniti a cera, in quanto il ritocco risulta impercettibile. Come gli altri tipi di stucco, anche lo stucco a cera può macchiare il legno, per questo bisogna applicarlo solo su legno appunto, precedentemente mordenzato e/o verniciato. 
L'utilizzo dello stucco a cera è molto semplice : preleva una piccola quantità di materiale dallo stick e ammorbidiscilo lavorandolo con le dita fino a conferirgli la forma di un cordoncino sottile. Successivamente inserisci lo stucco nella parte interessata e spianalo con la spatola. Rimuovi le eventuali eccedenze e pulisci successivamente con un panno di lana asciutto. Nel caso i fori siano troppi, usa lo stucco classico, altrimenti l'operazione potrebbe costarti davvero tempi eccessivi!

Per oggi è tutto,non perdere la prossima lezione sullo stucco a gommalacca e la carteggiatura, ora ti lascio con un piccolo grande segreto di bottega!