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lunedì 4 novembre 2013

Ristrutturare un locale

Buongiorno e ben ritrovati! Quante volte ho sognato di poter prendere un edificio un po obsoleto e trasformarlo completamente seguendo solo il mio  gusto personale, le mie idee ed il mio stile...Vorrei tanto che quell'edificio fosse casa mia, anche se per  quella dovrò aspettare, ma  non ho fretta, ogni cosa a suo tempo...La splendida opportunità mi è stata offerta invece dal simpatico  proprietario di un locale che si trova vicino alla mia città, che mi ha chiesto di ristrutturare il suo ristorante in modo tale da creare un ambiente 'caldo', accogliente, confortevole, e soprattutto con quel tocco di personalità in grado di poterlo rendere diverso, unico nel suo genere rispetto agli altri locali vicini. Potete immaginare la mia contentezza! Non sto nella pelle e non vedo l'ora di cominciare, nella mia testa frullano già mille idee: lo stile prima di tutto, i colori, le trasformazioni  magiche che si possono ottenere con il riuso, il riciclo infatti avrà un ruolo da protagonista. Ma non voglio anticipare niente per non rovinare la sorpresa a chi vuole seguirmi in questa avventura straordinaria!




Ciao e a presto!


venerdì 20 settembre 2013

Un matrimonio country chic

Buongiorno e buon venerdì! Era da tanto tempo che aspettavo di condividere con voi un'esperienza bella e coinvolgente come la preparazione di un matrimonio. Il momento è arrivato e sono felice di mostrarvi le foto di un giorno speciale, il matrimonio dei miei amici Biagio e Marilena, proprietari di un bellissimo casale  in Umbria, nonché location del loro matrimonio http://shabbyfreak.blogspot.it/2013/05/alla-bella-di-todi.html .
Dopo avermi  'ingaggiato' come wedding planner, Biagio e Mari mi hanno subito lasciato carta bianca, e ogni idea propostagli  è stata accolta con entusiasmo e trepidazione!Con le parole non sono in grado di spiegarvi quanto sia stato bello quel giorno, vi lascio alle immagini stupende in grado di raccontarlo...


La mattina del matrimonio è cominciata prestissimo, io, Mari e altri validissimi aiutanti siamo andati per i prati di Grutti alla ricerca di fiori selvatici: ginestre, margherite e rose inglesi sono stati i fiori prescelti !

Ho pensato di utilizzare al posto dei soliti vasi per i fiori, delle teiere e delle caffettiere antiche appartenute da generazioni alla famiglia di Mari, oltre a bottiglie e a barattoli riciclati di varie misure.
Qui ero molto concentrata... E preoccupata! Mancava solo un'ora al matrimonio!!

Una presenza irrinunciabile: i libri, li adoro, e ancor più di me Biagio, lo sposo, un vero cultore della lettura. Ho utilizzato alcuni dei suoi vecchi libri  sottraendoli di nascosto dalla sua preziosa biblioteca...In questo modo ho 'parlato' molto anche di lui...


...Il bouquet...

....Balle di fieno al posto delle sedie...



 Un sindaco d'eccezione: il mio bellissimo e spumeggiante marito! 
Chi se non lui poteva cimentarsi in una celebrazione in rumeno?


 ...I cassetti di una vecchia Singer accolgono i fiorellini di campo...




...E questa ambientazione stupenda non la dimenticherò mai...

...E a voi sposi, amici, ma prima di tutto persone davvero eccezionali, vi ringrazio, perché con la vostra allegria, il vostro entusiasmo e il vostro buongusto mi avete permesso di realizzare un piccolo sogno! 
Tanti auguri di una vita felice Biagio e Marilena! 
Vi voglio bene.







mercoledì 11 settembre 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica XI

Buongiorno! Di ritorno, dopo la lunga assenza estiva dal blog, considero  doveroso riprendere anche l'appuntamento settimanale con la mia piccola rubrica dedicata al restauro, anche perché so' che chi come me ha la passione per questo mestiere e la voglia di imparare e di cimentarsi nell''impresa', troverà questi post interessanti, ma soprattutto utili.

Oggi mi dedico al tema della colorazione del legno.

E' importante sapere che la tinteggiatura del mobile non sempre è un'operazione strettamente necessaria.
Talvolta, tuttavia, non può essere evitata. Analizziamo ora le modalità con cui intervenire.

Impregnanti e mordenti: differenze e usi 

Per quanto riguarda questa delicata pratica, il restauratore professionista fa affidamento più sulla lunga pratica e sugli anni di esperienza piuttosto che su grandi nozioni teoriche. Pertanto, anche per un amatore, il discorso sarà lo stesso: la pratica costante unita alla passione, a difficoltà iniziali ed a inevitabili errori, risulterà SEMPRE più efficace della grammatica.
L'impregnante è un prodotto d'uso moderno utilizzato sia per colorare il legno, sia per proteggerlo da funghi, agenti atmosferici e quant'altro. Il suo uso è propedeutico a una finitura con vernice per legno, assicurandosi sempre prima della compatibilità degli specifici composti che si intendono adottare. 
Il mordente è invece un prodotto tradizionale, la cui unica funzione è quella di tingere il legno; essendo lo strumento tradizionale di coloritura, costituisce la giusta tecnica per colorare un mobile in fase di restauro.

Preparare e applicare il mordente

Benché esistano tipologie all'alcol e all'olio, di non semplice utilizzo, i mordenti sono in genere presenti in commercio in forma granulare, da sciogliersi in acqua. Il giusto dosaggio è di 10 a 1, ossia a un litro d'acqua si aggiungono 100 grammi di mordente, calibrando meglio la proporzione in base alla tonalità desiderata, più o meno scura.
Si porta l'acqua a ebollizione così da sciogliere meglio il mordente e ridurre i residui, aggiungendo magari qualche goccia di ammoniaca per facilitare il fissaggio del colore. Il preparato può essere poi filtrato e conservato in una bottiglia di vetro.Prima dell'utilizzo va leggermente scaldato per favorirne l'uso e l'adesione. 
Dopo aver predisposto la superficie da trattare, prova il colore su un legno di scarto, possibilmente della medesima essenza di quello del mobile, o su una parte non vista dello stesso mobile che vai a trattare. Nel caso la tonalità della tinta necessitasse di aggiustamenti, puoi servirti dell'anailina ( di cui ti parlerò la settimana prossima) o di acqua, passando poi alla stesura con pennello o con una spugna a seconda della grandezza della superficie. Per esempio: se la superficie da trattare è molto ampia devi immergere la spugna nel mordente, devi darle una leggera strizzata e la passi sull'area di lavoro.
Trattata tutta la superficie, prendi una spugna pulita e inumidita solo con acqua e passala sulla superficie seguendo il senso delle venature, uniformando così la distribuzione del mordente.Considera il fatto che ripassando il mordente in un punto dove sta asciugando se ne scurisce la tonalità. Con la pratica puoi sfruttare la cosa per perfezionare la colorazione finale. 





venerdì 6 settembre 2013

Datemi un pennello!

Buongiorno e buon venerdì! Cosa c'è di più bello che dedicarsi alle proprie passioni? Per me nulla può essere paragonato alla gioia che provo nel prendermi cura di ciò che amo...Avere tutti i giorni attenzioni speciali per mio marito, essere utile per i miei fratelli ,stringere la mano della mia mamma, chiedere un consiglio al mio papà, fare le trecce alle nipotine e... disegnaredisegnaredisegnare! Tante sono le mie passioni a volte faccio fatica a starmi dietro ma il disegno è quella cosa che mi porto dentro fin da quando bambina disegnavo topi al guinzaglio,(http://shabbyfreak.blogspot.it/2012/09/volere-volare.html)
è quella cosa che mi fa volare e che mi permette di isolarmi in un mondo dove le cose vanno a modo mio, dove abitano solo le persone che ho nel cuore, che sono parte di me e dei miei sogni.


... e insieme alle quali sò che posso realizzarli...


Ciao e alla prossima!

mercoledì 4 settembre 2013

Parole d'amore

Eccomi qui, pensavate di esservi liberati di me? E invece no, dopo la lunga pausa estiva sono pronta e più carica che mai con mille progetti e tanta tanta positività da dispensare come manciate di coriandoli!
Oggi riparto con lo sprint giusto presentandovi quest'idea  'craffettosa' che ho realizzato per mio marito! E per chi sennò? Dopo tanti anni  le semplici parole non bastano per dimostrargli quanto lo amo, quindi, per il nostro primo anniversario di matrimonio ho pensato di donargli tante parole colorate, ma non semplici parole, ma un concentrato di amore puro...


Ho utilizzato dei fogli in feltro alti 2 millimetri, e ad ogni foglio ho abbinato il filo del rispettivo colore.


Ho ritagliato con le forbici le lettere in feltro e le ho assemblate su una tela in lino grezza fermandole con gli spilli da sarta.


Poi le ho cucite una ad una con il filo dello stesso colore, e una volta terminato il lavoro ho costruito un semplice telaio in legno, dopodiché con la spara chiodi ho fissato la tela al telaio...


...E questo è il risultato che ora è in bella mostra appeso nella nostra camera da letto...
Sono molto soddisfatta della realizzazione del progetto, non solo perché è piaciuto tantissimo a mio marito, ma anche perché in questo modo, gli do il mio personalissimo buongiorno, ricordandogli  ogni mattina, ciò che lui rappresenta per me!

Buona giornata e a presto!

mercoledì 19 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica X

Buongiorno e buon mercoledì, oggi la consueta lezione sul restauro è dedicata  al campo delle riparazioni utili. 
Gli interventi di restauro più complessi e difficili da eseguire, sono quelli che prevedono interventi su mobili danneggiati che necessitano di un'adeguata riparazione.

Primo passo: un'attenta valutazione 

Nei primi interventi più strutturati di falegnameria puoi trovarti in difficoltà, per quanto riguarda l'attuazione dei passi da seguire.
In effetti, i lavori professionali di falegnameria richiedono una grande competenza e specializzazione, onde evitare di danneggiare seriamente un mobile da restaurare.
Tu puoi realizzare invece molti altri interventi, magari servendoti dei consigli di una figura professionale.
Con questo capitolo dedicato alle riparazioni quindi,  analizzeremo insieme situazioni reali di intervento con danno limitato, interventi quindi, che potrai eseguire anche tu senza troppe preoccupazioni.
Inizia con il riparare una vecchia sedia di poco pregio, un piede danneggiato, una gamba spezzata, prova a rifoderarla, sostituisci un piallaccio, elimina le macchie dal legno, prova a sagomare pezzi e finiture danneggiate, solo così puoi iniziare a farti un'idea generale del metodo con cui approcciarti al restauro del mobile.
Se all'inizio hai dei dubbi e il timore di non essere all'altezza, è solo formandoti un'esperienza pratica con pazienza e senza l'assurda pretesa di ottenere tutto subito e senza sforzi, puoi raggiungere risultati davvero soddisfacenti.

Danni alla superficie

Dipendono dall'uso quotidiano dei mobili, e sono procurati da urti causa di  abrasioni, graffi, dovuti anche eventualmente a cadute di oggetti, dall'aggressione di sostanze accidentalmente venute a contatto con il legno. 
Lo strofinio per esempio, provoca incisioni più o meno profonde sul legno e rigature sulla pittura o vernice del mobile, quando presente. 
Se il rivestimento è costituito da pittura coprente, in modo tale da non lasciare trasparire le venature del legno sottostanti, puoi carteggiare lievemente la parte interessata con della carta abrasiva a grana medio-fine. 
Sull'incisione applica poi dello stucco con una spatola riempendo tutto l'incavo. Quando lo stucco è perfettamente asciutto ripassa appena con la carta abrasiva e asporta la polvere prodotta. Riapplica quindi la pittura. Dal momento in cui la pittura nuova non è perfettamente identica a quella del mobile, ti consiglio di ridipingere tutta la superficie interessata, nonché tutto il mobile qualora ce ne sia bisogno.
La cosa capita di frequente perché l'esposizione all'aria e alla luce scurisce, o in ogni caso altera la tonalità delle pitture e risulta quasi sempre impossibile ottenere un ritocco invisibile.



Per oggi è tutto! Non perdere il prossimo post, ti spiegherò come riparare una sedia in modo  corretto e professionale...

Buona giornata!


mercoledì 12 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica. IX

Buongiorno e buon mercoledì! Devo dire che questa piccola rubrica settimanale dedicata al restauro mi da tante soddisfazioni, perché riscontro l'interesse verso un argomento che amo e che tratto molto volentieri. La settimana scorsa mi hanno scritto Nancy per esempio, e Stefy del blog http://shabbyecountrylife.blogspot.it/  che seguo da quando ho aperto anch'io questo  mio spazio virtuale e, oltre a farmi i complimenti, mi hanno anche riferito che questi post dedicati al restauro sono per loro utili e quindi facilmente fruibili. Di questo sono molto contenta perchè è proprio quello che desidero, rendermi utile condividendo una mia grande passione.

Oggi mi ricollego al discorso della scorsa settimana, in cui ho parlato dello stucco elencandone tre tipologie: lo stucco classico, lo stucco a cera, lo stucco a gommalacca.
Dopo averti descritto le caratteristiche e le proprietà dello stucco classico e dello stucco a cera, oggi ti parlo dello stucco a gommalacca.

Stucco a gommalacca.

Va preparato volta per volta nella quantità necessaria e si utilizza solitamente e preferibilmente per mobili di pregio che vanno rifiniti a gommalacca. Questo tipo di stucco si presta bene a chiudere crepe e foro anche profondi, perchè una volta essiccato non ha cali profondi di volume. 
Per prepararlo procedi così:




Carteggiatura e scelta della grana.

Durante le varie fasi del restauro non sempre è necessaria la carteggiatura, anche se si tratta indubbiamente di una pratica molto utile, per esempio quando si deve levigare una stuccatura precedente eliminando residui e sbavature. Per carteggiare si usano carte o tele abrasive acquistabili in fogli o nastri di dimensioni e grossolanità granulare diverse.
Alle carte e ai teli sono applicati granuli abrasivi di diversa dimensione, la cui finezza e grossolanità corrispondono ad una numerazione progressiva, ( 40, 80, 100), e più la numerazione è bassa, più l'abrasivo è ruvido e i granuli che lo compongono saranno quindi più grandi , si tratta delle carte abrasive  grossolane. .
I numeri alti invece indicano un abrasivo più fine. Tra un valore ed un altro lo scarto è di 20.
Considera che le carte grossolane sono quelle con valori sotto 180, mentre quelle fini sono sopra 240.
E' preferibile carteggiare a mano, con movimenti che seguono il corso della vena del legno, evitando passaggi trasversali che lasciano segni visibili. Per agevolare l'operazione di carteggiatura permettendo alla carta di adattarsi a determinati profili, questa, può essere avvolta attorno a una spugna o a uno straccio.
E' referibile poi non rimuovere in continuazione la polvere che produci, in quanto aiuta a levigare e ad evitare di graffiare il legno. Ti consiglio invece di cambiare la carta quando si sporca perchè i residui di legno intrappolati gfra i granuli possono lasciare segni sulla superficie. 
Terminata una prima carteggiatura procedi a un secondo passaggio più fine, con carte di numerazione maggiore.
A fine lavoro puoi asportare la polvere prodotta tramite un aspirapolvere ed uno straccio umido passato sulla superficie.
Come ho già spiegato nel post precedente, le parti stuccate vanno eventualmente ripassate e ulteriormente riempite, poiché lo stucco asciugandosi si ritira. Una volta seccata la seconda mano si effettua un'altra carteggiatura.

Per oggi è tutto! Spero di esserti stata utile! 

Buona giornata e alla prossima.

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