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mercoledì 11 settembre 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica XI

Buongiorno! Di ritorno, dopo la lunga assenza estiva dal blog, considero  doveroso riprendere anche l'appuntamento settimanale con la mia piccola rubrica dedicata al restauro, anche perché so' che chi come me ha la passione per questo mestiere e la voglia di imparare e di cimentarsi nell''impresa', troverà questi post interessanti, ma soprattutto utili.

Oggi mi dedico al tema della colorazione del legno.

E' importante sapere che la tinteggiatura del mobile non sempre è un'operazione strettamente necessaria.
Talvolta, tuttavia, non può essere evitata. Analizziamo ora le modalità con cui intervenire.

Impregnanti e mordenti: differenze e usi 

Per quanto riguarda questa delicata pratica, il restauratore professionista fa affidamento più sulla lunga pratica e sugli anni di esperienza piuttosto che su grandi nozioni teoriche. Pertanto, anche per un amatore, il discorso sarà lo stesso: la pratica costante unita alla passione, a difficoltà iniziali ed a inevitabili errori, risulterà SEMPRE più efficace della grammatica.
L'impregnante è un prodotto d'uso moderno utilizzato sia per colorare il legno, sia per proteggerlo da funghi, agenti atmosferici e quant'altro. Il suo uso è propedeutico a una finitura con vernice per legno, assicurandosi sempre prima della compatibilità degli specifici composti che si intendono adottare. 
Il mordente è invece un prodotto tradizionale, la cui unica funzione è quella di tingere il legno; essendo lo strumento tradizionale di coloritura, costituisce la giusta tecnica per colorare un mobile in fase di restauro.

Preparare e applicare il mordente

Benché esistano tipologie all'alcol e all'olio, di non semplice utilizzo, i mordenti sono in genere presenti in commercio in forma granulare, da sciogliersi in acqua. Il giusto dosaggio è di 10 a 1, ossia a un litro d'acqua si aggiungono 100 grammi di mordente, calibrando meglio la proporzione in base alla tonalità desiderata, più o meno scura.
Si porta l'acqua a ebollizione così da sciogliere meglio il mordente e ridurre i residui, aggiungendo magari qualche goccia di ammoniaca per facilitare il fissaggio del colore. Il preparato può essere poi filtrato e conservato in una bottiglia di vetro.Prima dell'utilizzo va leggermente scaldato per favorirne l'uso e l'adesione. 
Dopo aver predisposto la superficie da trattare, prova il colore su un legno di scarto, possibilmente della medesima essenza di quello del mobile, o su una parte non vista dello stesso mobile che vai a trattare. Nel caso la tonalità della tinta necessitasse di aggiustamenti, puoi servirti dell'anailina ( di cui ti parlerò la settimana prossima) o di acqua, passando poi alla stesura con pennello o con una spugna a seconda della grandezza della superficie. Per esempio: se la superficie da trattare è molto ampia devi immergere la spugna nel mordente, devi darle una leggera strizzata e la passi sull'area di lavoro.
Trattata tutta la superficie, prendi una spugna pulita e inumidita solo con acqua e passala sulla superficie seguendo il senso delle venature, uniformando così la distribuzione del mordente.Considera il fatto che ripassando il mordente in un punto dove sta asciugando se ne scurisce la tonalità. Con la pratica puoi sfruttare la cosa per perfezionare la colorazione finale. 





1 commento:

  1. Questi tuoi appuntamenti con il restauro sono interessantissimi.
    Grazie per la tua generosità!
    Iaia.

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