venerdì 17 maggio 2013

Il circo in una camera

Buongiorno! Finalmente è venerdì, e il sole dalle mie parti rimane ancora timidamente nascosto dietro grandi nuvoloni, ed è proprio nelle giornate come questa che il desiderio di colorare il mondo si impossessa di me come uno spiritello dispettoso.
Nella mia casa mancano ancora le tende, sono due anni e mezzo che la abitiamo, ma le tende sono un dettaglio che abbiamo tralasciato e di cui non ci siamo preoccupati più di tanto, mentre invece una semplice tenda bianca, a volte, può davvero dare quel tocco di completezza, arredando un ambiente che prima ci appariva spoglio e quindi anche in casa mia è arrivato il momento di pensare a questo particolare. Così  ho trovato dei vecchi bastoni per tende, appartenuti alla proprietaria dell'immobile, alcuni li ho semplicemente ripuliti per bene e li ho riutilizzati lasciandoli così come sono, anche se nel guardarli mi rendo perfettamente conto che il termine 'bello' non gli è proprio calzante...


Così un paio di giorni fa mi è venuta un'idea per la realizzazione delle tende per la camera da letto: avevo una bomboletta di smalto spray fucsia che ho utilizzata per verniciare i pomelli dell'asta che sorregge la tenda, mentre per quanto riguarda il bastone, ho pensato di 'shabbyzzarlo' a dovere, poi ho preso due teli in cotone bianco comprati all' Ikea della linea 'Lenda', li ho divisi in sezioni aiutandomi con il nastro di carta, ho realizzato uno stencil circolare con del cartone spesso e infine ho dipinto tanti pois fucsia picchiettando con il tampone di spugna.



Dato che io e mio marito siamo persone che non si prendono molto sul serio, ho pensato di realizzare per la nostra camera qualcosa di divertente e colorato che richiamasse un pò il mondo del circo e dei bambini in generale.


 Questo progetto quindi potrebbe prestarsi  anche per l'arredo di una cameretta per bambini per esempio, o 
per una craft room spiritosa, dove l'handmade ha un ruolo di assoluto protagonista.

 Ciao e buon fine settimana!

mercoledì 15 maggio 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica. V

Buongiorno! Rieccomi qui per il nostro consueto appuntamento settimanale, anche questa volta sono stata costretta a pubblicare la mia piccola lezione sul restauro di mercoledì, perché come la scorsa volta mi sono dedicata ad un progetto importante di cui, più in là nel tempo, se ti interessa, ti racconterò i particolari.
 Bene, mercoledì scorso abbiamo affrontato la tematica della pulitura dei mobili trattati a cera e a gommalacca, per passare poi alla fase della sverniciatura, dove ti ho illustrato i successivi passaggi che ti permettono di effettuare una procedura ad hoc. Oggi invece ci occupiamo dei tarli, dei danni che provocano e dei metodi per combatterli.

Come comportarsi con i tarli

Il primo importante quesito è questo: come facciamo a riconoscere un foro praticato di recente da un tarlo, rispetto ad un foro più vecchio?  Sicuramente grazie ad un'attenta osservazione del bordo del foro. Il foro più 'giovane' avrà bordi netti e puliti, mentre un profilo scuro, con tracce di cera o sporco e un bordo irregolare indica un foro presente da tempo.


 In entrambe i casi è d'obbligo un intervento immediato che serve a rimediare i danni presenti e a prevenire future aggressioni. Quando lavori con la carta vetrata ricordati di questo particolare: il tarlo a volte scava la galleria immediatamente sotto la superficie del mobile , rendendo così fragilissimo lo strato fra questa e l'esterno, in questo caso potresti rischiare di portare via questa sottile parete e di lasciare scoperta una scanalatura su cui sarà difficile lavorare.
Prima di eseguire ogni intervento restaurativo, devi procedere con la disinfestazione. In passato venivano utilizzati sostanze come l'olio di cedro o quello di zafferano, noi ovviamente ci affidiamo a rimedi chimici di ottima efficacia applicabili principalmente attraverso due tipi di procedimento: l'iniezione o impregnazione di liquidi e la fumigazione con gas.


Disinfestazione e metodi

 Il metodo più diffuso è quello per mezzo di speciali liquidi antitarlo, da iniettare con una siringa in piccole quantità nei fori, nelle fessure, nelle giunzioni e in ogni spazio lasciato aperto dal legno.


Il liquido va applicato solo dopo un'accurata pulizia del legno in modo che lo sporco non faccia da barriera. Lo stesso liquido può essere applicato con un pennello passandolo più volte. Laddove il mobile necessiti, l'operazione va ripetuta almeno tre volte nell'arco di un anno a partire dall'autunno. 
Solo dopo che avrai constatato l'assenza di tarli puoi passare alla fase restaurativa successiva. Qualora il mobile non sia di grandissime dimensioni, si può procedere con il metodo della 'camera a gas'. E' necessario impregnare di liquido anti tarlo, utilizzando almeno un paio di litri di prodotto, tutto il mobile interessato e chiuderlo immediatamente dentro un sacco di nylon, un importante accorgimento è quello di collocare vicino al mobile all'interno del sacco, in modo che non si rovesci,anche un recipiente contenente un'altra lattina di veleno, in questo modo viene favorita l'evaporazione del prodotto che agirà in simbiosi con il prodotto di cui il mobile è già imbibito. Ultimo passaggio: chiudi ermeticamente il tutto con nastro adesivo da pacchi e lascia agire per almeno due settimane.Trascorso questo periodo, estrai  il mobile dal suo 'involucro' e lascialo asciugare per alcuni giorni in luogo arieggiato, infine esegui un ultimo passaggio con la siringa . I periodi migliori dell'anno per questa operazione sono la tarda primavera e l'autunno, perché è il momento in cui  le uova degli insetti xilofagi, cioè che mangiano il legno, si schiudono.

Per oggi è tutto: Spero di esserti stata utile!

Ciao e alla prossima.



venerdì 10 maggio 2013

Festa della mamma: Keep calm and DIY on

Buongiorno! La festa della mamma si avvicina e questa settimana mi sono divertita a fare esperimenti creativi per realizzare qualcosa da regalare, non alla mia mamma, perché a lei già ho fatto un regalo, ma alle altre due mamme che mi sono più vicine: mia sorella e mia cognata. 
Avevo a disposizione delle rondelle zincate, dei nastri di raso ed  una bomboletta color oro, ho sistemato tutto sul tavolo e ho pensato: Bracciali diy!


Per Sonia, mia cognata, ho scelto il viola, mentre per mia sorella ho optato per un bel grigio ed il risultato è questo... Ho pensato ad  un modo carino di utilizzare il materiale accumulato nella mia pseudo craft room. Infatti sono una sorta di formica, ogni volta che mi trovo in una ferramenta o in qualsiasi altro negozio, compro cose che mi piacciono o di cui ne individuo le potenzialità, senza una necessità apparente, ma solo perché penso: 'questo potrebbe servirmi', poi le conservo ed inevitabilmente rimangono inutilizzate. Questa volta però sono riuscita nel mio intento ed il risultato mi piace molto! 



Auguri a tutte le mamme!

Ciao e alla prossima!

mercoledì 8 maggio 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica. IV

Buongiorno! Mi scuso per il ritardo, ma lunedì sono stata impegnata con un altro progetto  che mi ha costretta a pubblicare la lezione sul restauro solamente oggi!
Con l'ultimo post, ho cercato di mantenermi il più stringata possibile, per evitare di rendere un argomento tanto interessante ed affascinante banale e noioso, d'altro canto è necessario, per chi vuole avvicinarsi al mondo del restauro, conoscere determinate cose, come ad esempio  le differenti tipologie di legno e le loro caratteristiche, ma riconosco anche i limiti legati a questo tipo di approccio, ossia un'elencazione di nozioni che a lungo andare potrebbe stancare e rimanere fine a se stessa, mentre quello che desidero io è coinvolgerti completamente e trasmetterti tutta la passione e l'amore per un mestiere ricco di storia e di magia. Per renderti più stimolante l'argomento ho pensato di fare dei  piccoli disegni per illustrarti  determinate fasi del restauro, in modo tale da personalizzare ogni lezione  renderla  particolare, ma soprattutto più mia.
Lunedì scorso ti ho parlato della pulizia del mobile, e della differenza tra una pulizia generale e  pulizia specifica. Oggi invece ti spiego le differenze tra la  pulizia di un mobile rifinito a cera e la pulizia di un mobile rifinito a gommalacca, senza tralasciare un passaggio molto importante: la sverniciatura.

Mobile rifinito a cera.
La lucidatura a cera avviene mediante l'uso della cera appunto, sciolta in essenza di trementina. Devi osservare ma soprattutto toccare  il mobile, per riconoscere questo tipo di trattamento, che conferisce al manufatto una  particolare untuosità e morbidezza al tatto, unita ad una particolare tendenza all'opaco più che al brillante. Quando decidi di comprare un mobile, non avere remore a toccarlo o annusarlo, il legno è un materiale vivo, che ha bisogno di tutti i sensi per essere ascoltato,compreso,amato.
Un'efficace pulizia può essere effettuata strofinando delicatamente sul mobile uno straccio imbevuto di essenza di trementina. E' importante eseguire l'operazione delicatamente perché una pressione troppo forte potrebbe schiarire il legno compromettendo l'estetica generale dell'oggetto; in caso di sporco ostinato è preferibile quindi versare direttamente sulla zona da trattare alcune gocce di essenza di trementina lasciandola agire per qualche minuto e poi strofinarla. Successivamente riapplicherai la cera perché una volta asciugata, la trementina diventa opaca.


Personalmente uso la 'Cera Novecento' per questo tipo di lavori, e non lo dico per fare la sviolinata alla proprietaria dell'azienda, che tra l'altro è una blogger che seguo da un bel po', oltre ad essere una mia cara amica di facebook, ma lo dico perché è un prodotto che uso da anni (da prima che conoscessi Francesca quindi) e che, secondo me non ha eguali...

Mobile rifinito a gommalacca.
La preparazione della gommalacca, che nella sua forma originaria si presenta in scaglie, è un'operazione semplice, ma  allo stesso tempo richiede determinate accortezze al fine di ottenere una soluzione perfetta, si tratta di un passaggio fondamentale che adoro fare e di cui in seguito ti spiegherò la procedura.


La verniciatura a gommalacca conferisce al mobile una particolare compattezza, secchezza al tatto e lucidità. Diversamente che nel trattamento a cera, i punti del mobile strisciati o urtati presentano la gommalacca tendente a virare verso il giallo e facile a staccarsi, questo non succede con i mobili rifiniti a cera.La soluzione da utilizzare per la pulizia di un mobile rifinito a gommalacca si ottiene miscelando le seguenti sostanze:
  • 200 ml di essenza di trementina
  • 100 ml di olio paglierino
  • 100 ml di alcool a 95 gradi
Si strofina uniformemente con un tampone di cotone che devi sostituire spesso e che devi passare man mano con pressione sempre minore, fino a ottenere il risultato desiderato. Qualora lo sporco risulti tenace puoi aumentare moderatamente la quantità di alcool, perché un eccesso può causare l'asportazione della gommalacca, e in questo caso saresti costretto a sverniciare e riverniciare.

La sverniciatura.

  • Quando sverniciare

La pulizia del mobile potrebbe sembrarti inutile nel caso tu avessi già deciso di effettuare la sverniciatura. Tutto dipende però dal tipo di finitura originario e da quello che intendi applicare ex novo. Nel caso in cui le due finiture coincidano puoi limitarti alla sola pulizia, laddove decidi invece di adottarne un'altra devi necessariamente anche sverniciare. Per effettuare la pulizia più adatta, ovviamente,servendoti dei consigli di cui sopra, devi saper valutare bene qual'è il tipo di finitura già presente.

  • Salvaguardare la patina?
Va chiarito che se intendi mantenere la patina originale la sverniciatura non va assolutamente effettuata, perché rimuoverebbe anche questa. In questo caso devi limitarti alla sola pulizia della vernice per prepararla alla lucidatura.

  • Come sverniciare
Il metodo più classico, potenzialmente meno dannoso per il mobile e tra i più efficaci è quello mediante sverniciatore chimico, che va distribuito sulla superficie del mobile, provoca il distacco dello strato di vernice che va asportato con spatole, spazzole, pennelli o pagliette d'acciaio. Non si tratta di un'operazione difficile, ma si deve eseguire con piccoli accorgimenti : il locale deve essere ben areato se si lavora al chiuso, agire all'ombra se si lavora all'aperto, in quanto i raggi solari fanno evaporare velocemente i solventi e provocano l'asciugatura del prodotto prima che la sua azione sia completamente compiuta.
E' preferibile lavorare su zone limitate ed è bene sapere che i tempi di essiccazione variano a seconda della quantità e della qualità dello sverniciatore applicato.

Per sverniciare al meglio.

1. Il barattolo di sverniciatore si apre coprendone il tappo con uno straccio per evitare che la pressione interna faccia uscire il gel.


2. Si stende il gel in abbondanza con il pennello, su parti di volta in volta contenute. Sulle parti modanate il gel va applicato con tampone.

3. Il gel deve agire per qualche minuto, quindi si asporta insieme alla vernice con una spatola: non serve premere il distacco sarà agevole.

4. Per le modanature e le cavità serviti  sempre di una spugnetta: questa si adatta al meglio alle diverse tipologie di sagome.

5. Sulla superficie appena trattata spargi della segatura, così da rifinire ed eliminare tutte le eventuali  rimanenze di gel

6. Fai alcune energiche passate con una spazzola di saggina, in questo modo la segatura agirà come se fosse un abrasivo fine.

7. Elimina la segatura e passa delicatamente la paglietta di ferro.

8. Completa il tutto neutralizzando lo sverniciatore, ripulendo la zona trattata con uno straccio bagnato con essenza di trementina... Ed ecco qua la sverniciatura è completata!

illustrazioni by Emanuela Forcina

La lezione termina spero sia stata di tuo gradimento, ma soprattutto spero ti sia utile! 

Ciao e alla prossima!










venerdì 3 maggio 2013

Un regalo Shabby chic

Buongiorno! Ieri è stato il compleanno della mia amica food blogger Valentina www.laromadelcaffe.blogspot.com ed io ho pensato e ripensato a cosa poterle regalare, poi improvvisamente ho avuto un'illuminazione e mi sono ricordata che non molto tempo fa, Valentina mi aveva espresso il desiderio di avere un leggio da cucina per poter consultare più comodamente i  duemilacinquecento ricettari circa che conserva ordinatamente sugli scaffali della sua cucina...
Il leggio più carino e semplice che sono riuscita a trovare era però un po' 'triste' e senza personalità così, ho pensato  di trasformarlo in stile shabby chic, perfetto quindi per la massiccia isola 'total white' che troneggia al centro della cucina di Vale!


Dopo aver steso la pittura bianca sul leggio, percepivo ancora una sensazione di incompletezza legata ad un oggetto che invece volevo rendere speciale, quindi, ho scelto di personalizzarlo ancor di più aggiungendo la scritta 'libri' in francese.


Poi ho preparato il pacchetto con cura aggiungendo tocchi di pois, perché sò che quella sognatrice che mi diverto ad immaginare a metà tra Wynona Rider e Bambi ( per via dei suoi occhioni castani) come me li adora e come me è una romanticona...

Tanti auguri Vale! Spero che l'arte che ami di più, quella culinaria ti porti su quelle vette,che molto spesso, con sentieri diversi, insieme abbiamo sognato.


Ciao e alla prossima.    

mercoledì 1 maggio 2013

Questa stanza non ha più pareti...

Buongiorno e buon primo maggio! Ieri pensavo alle cose che mi rendono felici: l'amore, l'arte, il lavoro che faccio con passione, i colori, le giornate di sole, e...uno spazio all'interno della mia casa dove mi 'rintano' frequentemente, dove nascono  idee, dove pianto i fiori, prolungamenti dei miei desideri e dei miei progetti...


In questo spazio, mi circondo di oggetti, di libri, di foto, di piccole grandi traccie delle persone che amo,che occupano una parte importante nella mia vita, e di segni lasciati da me. Passato e presente si intrecciano all'interno di questa stanza, che una volta mio cognato ha paragonato ad una 'cabina del Titanic', che  non affonda però, ma che  resta a galla e come un porto sicuro accoglie anche chi è di passaggio...



E' questa la mia stanza preferita della casa in cui vivo, dove sono sempre me stessa e in cui a volte ho come l'impressione che i confini materiali non esistano più, dove le pareti sembrano dissolversi per aprirsi su spazi infiniti, da cui io posso  guardare il mondo da un'altro punto di vista e con occhi nuovi senza avere più paura...



Ciao e alla prossima!



lunedì 29 aprile 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica. III

Buongiorno e buon lunedì. Eccomi pronta per la consueta lezione! Se sei qui di passaggio e ami l'antiquariato e il restauro, questo è il posto giusto, fermati e leggi questo articolo e quelli precedenti se ti va, potrebbero esserti utili... Per te che mi conosci e sai di cosa parlo, spero che questa lezione possa aiutarti a fare  chiarezza su quali sono innanzitutto le operazione fondamentali che si eseguono nel restauro: ovviamente ogni operazione va adattata ed eventualmente integrata in relazione al singolo manufatto su cui si intende operare.
Prima di parlare di questo però, devo concludere un capitolo importante riguardante la tipologia di legni che ogni bravo restauratore, non solo professionista, ma anche amatoriale deve conoscere. La volta precedente ho elencato le caratteristiche principali di quelli conosciuti come legni teneri. Oggi invece ti faccio una rapida sintesi di quelli che sono invece i legni duri:
  • Acero
E' di colore rossastro con venature ondulate, oppure bianco-giallastro. E' ampiamente diffuso negli intarsi del XVIII e XIX secolo. Viene sfruttato per ottimi piallacci, ma anche per parti in massello. E' usato per mobili di lusso.

  • Bosso
Grazie alla sua durezza si adatta a lavori di tornitura e a piccole sculture. Ha colore giallastro ed è difficilmente attaccato dai tarli.

  • Castagno
Di buona conservazione, è adoperato per mobili moderni , spesso in ambiente rustico. E' abbastanza duro ed è di colore giallo-fulvo.

  • Ciliegio
Tipico dei mobili in massello di alcune regioni italiane quali Piemonte ed Emilia, è usato anche per l'impiallacciatura e dai tornitori per le gambe dei tavolini. Caratteristico dei mobili popolari francesi.


  • Ebano
 Da sempre considerato particolarmente pregiato, lo si è spesso usato per sculture e intagli. Attualmente il suo uso è limitato ai tasti neri del pianoforte, a manici di coltelli di lusso, e soprammobili vari.

  • Faggio
Legno compatto e uniformemente venato di color crema chiaro e rosa se trattato con il vapore. Anche quando è colorato, lo si distingue per le tipiche piccole chiazze lucide concentrate in talune parti. Lo si usa quasi esclusivamente per parti di struttura, in passato anche per mobili rustici o mobili successivamente tinteggiati.

  • Frassino
Legno molto usato per la sua particolare flessibilità e facilità di lavorazione. Il colore varia dal bianco- grigio al marrone chiaro ed è usato solitamente per mobili rustici. Durante la fase di restauro è difficile da colorare se recente, per cui per pezzi d'integrazione conviene usare un legno vecchio.


  • Mogano
Di colore rossiccio, è un legno duro e resistente anche all'attacco dei tarli e all'usura della ruggine. Si adatta molto bene per intagli e finiture di pregio, grazie alla sua grana uniforme e fine. In Francia ha largo utilizzo, partendo da mobili in stile Luigi XVI, Direttorio e Impero, di notevole pregio e valore, per arrivare ai mobili e alle impiallacciature moderne.

  • Noce
 Di colore bruno con venature scure, è uno dei migliori legni, sia per l'estetica che per la lavorabilità. Per tutto il Rinascimento in Italia sostituì la quercia nei mobili pregiati, in Francia e Inghilterra sfondò nel corso del Seicento, poi sostituito dal mogano.

  • Olmo
Tipico dei mobili rustici, si presenta di colore marrone, ma tende a scurirsi con il tempo. In virtù della sua vena fibrosa  e concatenata è ideale per i sedili delle sedie, non correndo il rischio di spaccarsi durante l'incastro delle gambe. E' tuttavia soggetto a deformazioni e facile preda di tarli. Si lucida a cera o gommalacca.

  • Palissandro
Legno marrone con striature nere, difficile da lavorare per la tendenza a scheggiarsi. Di natura oleosa, si presta difficilmente all'incollaggio. Nelle impiallacciature tende poi a creparsi e a rompersi in corrispondenza di sezioni dentellate.

  • Rovere
Utilizzato per mobili di pregio fin dal Medioevo, è di colore giallo con picchiettature scure. Molto duro e resistente, è molto sensibile ai cambiamenti di umidità dell'ambiente circostante, tendendo a variare di dimensioni.

  • Olivo
Legno ricchissimo di venature scure, molto duro, compatto e omogeneo, difficile preda per tarli. A seguito di una cattiva stagionatura può torcersi e spaccarsi; è in ogni caso noto per la sua natura poco 'ferma' e la tendenza ai mutamenti. Si usa soprattutto per sculture e soprammobili di pregio.



Detto questo ti elenco le  operazioni fondamentali che interessano il restauro, e queste riguardano:

  • La pulizia, generale o specifica
  • Applicazione del veleno contro i tarli
  • Applicazione dello sverniciatore
  • Sostituzione delle molle di una sedia
  • Ricostruzione di una parte mancante danneggiata 
  • Fase della lucidatura a gommalacca
Oggi, per non dilungarmi troppo  mi soffermerò solo sulla fase riguardante la pulizia, distinguendo tra un  tipo di pulizia del mobile che si effettua all'inizio del lavoro, attraverso cui si asportano la polvere e la sporcizia, e una pulizia di tipo specifico, relativa alla sua superficie e che si svolge quando non c'è la necessità di sverniciare il mobile. 
Per la pulizia generale sono sufficienti un aspirapolvere e pennelli a setole dure di varie dimensioni per agire sui punti più nascosti. Scopo della pulizia particolare, è invece quello di garantire e ripristinare l'integrità della vernice originale e della patina, per mezzo di solventi di tipo blando e via via più aggressivi se non si ottiene subito il risultato desiderato. L'importante è non intaccare l'aspetto generale del mobile. 
Un primo generico intervento di questo tipo che si può effettuare è quello attraverso stracci e cotone imbevuti di una miscela a base di alcol e polvere di pomice (200 g di polvere e qualche goccia di olio di lino sciolti in un litro di alcol etilico) da strofinare con delicatezza a tampone sulla superficie del mobile per rimuovere il grasso e lo sporco accumulati. Gli stracci devono essere lavati e sostituiti con una certa frequenza, in modo da non spostare lo sporco da una parte all'altra. 
Su mobili con pezzi di piallaccio mancanti, spesso le parti attigue a zone vuote rischiano di sollevarsi e staccarsi facilmente. Pertanto è sempre meglio fare una prova della pulitura su una zona ristretta e poco in vista del mobile, per tenere d'occhio l'efficacia del metodo di lavoro che si effettuerà.



La prossima volta, ti spiegherò le due differenti modalità di pulitura da eseguire su un mobile rifinito a cera e un mobile rifinito a gomma lacca, in più potrai scoprire i segreti della seconda importante operazione di restauro: la sverniciatura, per capire come sverniciare al meglio un mobile senza il rischio di rovinarlo!

Mi raccomando non mancare! Ciao e alla prossima