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venerdì 8 novembre 2013

Aspettando Wedding Wonderland

Buongiorno e buon venerdì! Mi aspetta un fine settimana all'insegna del lavoro, un lavoro bello, creativo e assolutamente romantico...Questa domenica la città di Roma ospiterà 'Wedding Wonderland', e il lussuoso Palazzo Brancaccio sarà la splendida cornice di questo attesissimo evento dedicato ai matrimoni, che ospiterà gli espositori: i più importanti professionisti del settore.
Io parteciperò in veste di collaboratrice  con il T-village, una strepitosa location sul mare  che si trova ad Anzio e  che  offre la possibià di sposarsi direttamente sulla spiaggia, circondati solo dalle bellezze marine e dall'eleganate struttura riservata al servizio di catering. Se siete curiosi di conoscere il t-village potete cliccare direttamente su questo link  http://www.t-village.it/
In occasione di 'Wedding Wonderland' abbiamo quindi pensato di portare il mare nella città capitolina...Impresa difficile? Sicuramente, ma non impossibile...Il nostro 'cavallo di battaglia' sarà  l'arco nuziale costruito con legni trovati sulla spiaggia, che devo dirlo, mi rende davvero orgogliosa! Domenica cercherò di fare tante foto per  documentare tutto il lavoro e  poterlo condividere anche con voi...




















Una piccola anteprima....
























Ciao e a presto!

lunedì 4 novembre 2013

Ristrutturare un locale

Buongiorno e ben ritrovati! Quante volte ho sognato di poter prendere un edificio un po obsoleto e trasformarlo completamente seguendo solo il mio  gusto personale, le mie idee ed il mio stile...Vorrei tanto che quell'edificio fosse casa mia, anche se per  quella dovrò aspettare, ma  non ho fretta, ogni cosa a suo tempo...La splendida opportunità mi è stata offerta invece dal simpatico  proprietario di un locale che si trova vicino alla mia città, che mi ha chiesto di ristrutturare il suo ristorante in modo tale da creare un ambiente 'caldo', accogliente, confortevole, e soprattutto con quel tocco di personalità in grado di poterlo rendere diverso, unico nel suo genere rispetto agli altri locali vicini. Potete immaginare la mia contentezza! Non sto nella pelle e non vedo l'ora di cominciare, nella mia testa frullano già mille idee: lo stile prima di tutto, i colori, le trasformazioni  magiche che si possono ottenere con il riuso, il riciclo infatti avrà un ruolo da protagonista. Ma non voglio anticipare niente per non rovinare la sorpresa a chi vuole seguirmi in questa avventura straordinaria!




Ciao e a presto!


venerdì 20 settembre 2013

Un matrimonio country chic

Buongiorno e buon venerdì! Era da tanto tempo che aspettavo di condividere con voi un'esperienza bella e coinvolgente come la preparazione di un matrimonio. Il momento è arrivato e sono felice di mostrarvi le foto di un giorno speciale, il matrimonio dei miei amici Biagio e Marilena, proprietari di un bellissimo casale  in Umbria, nonché location del loro matrimonio http://shabbyfreak.blogspot.it/2013/05/alla-bella-di-todi.html .
Dopo avermi  'ingaggiato' come wedding planner, Biagio e Mari mi hanno subito lasciato carta bianca, e ogni idea propostagli  è stata accolta con entusiasmo e trepidazione!Con le parole non sono in grado di spiegarvi quanto sia stato bello quel giorno, vi lascio alle immagini stupende in grado di raccontarlo...


La mattina del matrimonio è cominciata prestissimo, io, Mari e altri validissimi aiutanti siamo andati per i prati di Grutti alla ricerca di fiori selvatici: ginestre, margherite e rose inglesi sono stati i fiori prescelti !

Ho pensato di utilizzare al posto dei soliti vasi per i fiori, delle teiere e delle caffettiere antiche appartenute da generazioni alla famiglia di Mari, oltre a bottiglie e a barattoli riciclati di varie misure.
Qui ero molto concentrata... E preoccupata! Mancava solo un'ora al matrimonio!!

Una presenza irrinunciabile: i libri, li adoro, e ancor più di me Biagio, lo sposo, un vero cultore della lettura. Ho utilizzato alcuni dei suoi vecchi libri  sottraendoli di nascosto dalla sua preziosa biblioteca...In questo modo ho 'parlato' molto anche di lui...


...Il bouquet...

....Balle di fieno al posto delle sedie...



 Un sindaco d'eccezione: il mio bellissimo e spumeggiante marito! 
Chi se non lui poteva cimentarsi in una celebrazione in rumeno?


 ...I cassetti di una vecchia Singer accolgono i fiorellini di campo...




...E questa ambientazione stupenda non la dimenticherò mai...

...E a voi sposi, amici, ma prima di tutto persone davvero eccezionali, vi ringrazio, perché con la vostra allegria, il vostro entusiasmo e il vostro buongusto mi avete permesso di realizzare un piccolo sogno! 
Tanti auguri di una vita felice Biagio e Marilena! 
Vi voglio bene.







mercoledì 11 settembre 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica XI

Buongiorno! Di ritorno, dopo la lunga assenza estiva dal blog, considero  doveroso riprendere anche l'appuntamento settimanale con la mia piccola rubrica dedicata al restauro, anche perché so' che chi come me ha la passione per questo mestiere e la voglia di imparare e di cimentarsi nell''impresa', troverà questi post interessanti, ma soprattutto utili.

Oggi mi dedico al tema della colorazione del legno.

E' importante sapere che la tinteggiatura del mobile non sempre è un'operazione strettamente necessaria.
Talvolta, tuttavia, non può essere evitata. Analizziamo ora le modalità con cui intervenire.

Impregnanti e mordenti: differenze e usi 

Per quanto riguarda questa delicata pratica, il restauratore professionista fa affidamento più sulla lunga pratica e sugli anni di esperienza piuttosto che su grandi nozioni teoriche. Pertanto, anche per un amatore, il discorso sarà lo stesso: la pratica costante unita alla passione, a difficoltà iniziali ed a inevitabili errori, risulterà SEMPRE più efficace della grammatica.
L'impregnante è un prodotto d'uso moderno utilizzato sia per colorare il legno, sia per proteggerlo da funghi, agenti atmosferici e quant'altro. Il suo uso è propedeutico a una finitura con vernice per legno, assicurandosi sempre prima della compatibilità degli specifici composti che si intendono adottare. 
Il mordente è invece un prodotto tradizionale, la cui unica funzione è quella di tingere il legno; essendo lo strumento tradizionale di coloritura, costituisce la giusta tecnica per colorare un mobile in fase di restauro.

Preparare e applicare il mordente

Benché esistano tipologie all'alcol e all'olio, di non semplice utilizzo, i mordenti sono in genere presenti in commercio in forma granulare, da sciogliersi in acqua. Il giusto dosaggio è di 10 a 1, ossia a un litro d'acqua si aggiungono 100 grammi di mordente, calibrando meglio la proporzione in base alla tonalità desiderata, più o meno scura.
Si porta l'acqua a ebollizione così da sciogliere meglio il mordente e ridurre i residui, aggiungendo magari qualche goccia di ammoniaca per facilitare il fissaggio del colore. Il preparato può essere poi filtrato e conservato in una bottiglia di vetro.Prima dell'utilizzo va leggermente scaldato per favorirne l'uso e l'adesione. 
Dopo aver predisposto la superficie da trattare, prova il colore su un legno di scarto, possibilmente della medesima essenza di quello del mobile, o su una parte non vista dello stesso mobile che vai a trattare. Nel caso la tonalità della tinta necessitasse di aggiustamenti, puoi servirti dell'anailina ( di cui ti parlerò la settimana prossima) o di acqua, passando poi alla stesura con pennello o con una spugna a seconda della grandezza della superficie. Per esempio: se la superficie da trattare è molto ampia devi immergere la spugna nel mordente, devi darle una leggera strizzata e la passi sull'area di lavoro.
Trattata tutta la superficie, prendi una spugna pulita e inumidita solo con acqua e passala sulla superficie seguendo il senso delle venature, uniformando così la distribuzione del mordente.Considera il fatto che ripassando il mordente in un punto dove sta asciugando se ne scurisce la tonalità. Con la pratica puoi sfruttare la cosa per perfezionare la colorazione finale. 





venerdì 6 settembre 2013

Datemi un pennello!

Buongiorno e buon venerdì! Cosa c'è di più bello che dedicarsi alle proprie passioni? Per me nulla può essere paragonato alla gioia che provo nel prendermi cura di ciò che amo...Avere tutti i giorni attenzioni speciali per mio marito, essere utile per i miei fratelli ,stringere la mano della mia mamma, chiedere un consiglio al mio papà, fare le trecce alle nipotine e... disegnaredisegnaredisegnare! Tante sono le mie passioni a volte faccio fatica a starmi dietro ma il disegno è quella cosa che mi porto dentro fin da quando bambina disegnavo topi al guinzaglio,(http://shabbyfreak.blogspot.it/2012/09/volere-volare.html)
è quella cosa che mi fa volare e che mi permette di isolarmi in un mondo dove le cose vanno a modo mio, dove abitano solo le persone che ho nel cuore, che sono parte di me e dei miei sogni.


... e insieme alle quali sò che posso realizzarli...


Ciao e alla prossima!

mercoledì 4 settembre 2013

Parole d'amore

Eccomi qui, pensavate di esservi liberati di me? E invece no, dopo la lunga pausa estiva sono pronta e più carica che mai con mille progetti e tanta tanta positività da dispensare come manciate di coriandoli!
Oggi riparto con lo sprint giusto presentandovi quest'idea  'craffettosa' che ho realizzato per mio marito! E per chi sennò? Dopo tanti anni  le semplici parole non bastano per dimostrargli quanto lo amo, quindi, per il nostro primo anniversario di matrimonio ho pensato di donargli tante parole colorate, ma non semplici parole, ma un concentrato di amore puro...


Ho utilizzato dei fogli in feltro alti 2 millimetri, e ad ogni foglio ho abbinato il filo del rispettivo colore.


Ho ritagliato con le forbici le lettere in feltro e le ho assemblate su una tela in lino grezza fermandole con gli spilli da sarta.


Poi le ho cucite una ad una con il filo dello stesso colore, e una volta terminato il lavoro ho costruito un semplice telaio in legno, dopodiché con la spara chiodi ho fissato la tela al telaio...


...E questo è il risultato che ora è in bella mostra appeso nella nostra camera da letto...
Sono molto soddisfatta della realizzazione del progetto, non solo perché è piaciuto tantissimo a mio marito, ma anche perché in questo modo, gli do il mio personalissimo buongiorno, ricordandogli  ogni mattina, ciò che lui rappresenta per me!

Buona giornata e a presto!

mercoledì 19 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica X

Buongiorno e buon mercoledì, oggi la consueta lezione sul restauro è dedicata  al campo delle riparazioni utili. 
Gli interventi di restauro più complessi e difficili da eseguire, sono quelli che prevedono interventi su mobili danneggiati che necessitano di un'adeguata riparazione.

Primo passo: un'attenta valutazione 

Nei primi interventi più strutturati di falegnameria puoi trovarti in difficoltà, per quanto riguarda l'attuazione dei passi da seguire.
In effetti, i lavori professionali di falegnameria richiedono una grande competenza e specializzazione, onde evitare di danneggiare seriamente un mobile da restaurare.
Tu puoi realizzare invece molti altri interventi, magari servendoti dei consigli di una figura professionale.
Con questo capitolo dedicato alle riparazioni quindi,  analizzeremo insieme situazioni reali di intervento con danno limitato, interventi quindi, che potrai eseguire anche tu senza troppe preoccupazioni.
Inizia con il riparare una vecchia sedia di poco pregio, un piede danneggiato, una gamba spezzata, prova a rifoderarla, sostituisci un piallaccio, elimina le macchie dal legno, prova a sagomare pezzi e finiture danneggiate, solo così puoi iniziare a farti un'idea generale del metodo con cui approcciarti al restauro del mobile.
Se all'inizio hai dei dubbi e il timore di non essere all'altezza, è solo formandoti un'esperienza pratica con pazienza e senza l'assurda pretesa di ottenere tutto subito e senza sforzi, puoi raggiungere risultati davvero soddisfacenti.

Danni alla superficie

Dipendono dall'uso quotidiano dei mobili, e sono procurati da urti causa di  abrasioni, graffi, dovuti anche eventualmente a cadute di oggetti, dall'aggressione di sostanze accidentalmente venute a contatto con il legno. 
Lo strofinio per esempio, provoca incisioni più o meno profonde sul legno e rigature sulla pittura o vernice del mobile, quando presente. 
Se il rivestimento è costituito da pittura coprente, in modo tale da non lasciare trasparire le venature del legno sottostanti, puoi carteggiare lievemente la parte interessata con della carta abrasiva a grana medio-fine. 
Sull'incisione applica poi dello stucco con una spatola riempendo tutto l'incavo. Quando lo stucco è perfettamente asciutto ripassa appena con la carta abrasiva e asporta la polvere prodotta. Riapplica quindi la pittura. Dal momento in cui la pittura nuova non è perfettamente identica a quella del mobile, ti consiglio di ridipingere tutta la superficie interessata, nonché tutto il mobile qualora ce ne sia bisogno.
La cosa capita di frequente perché l'esposizione all'aria e alla luce scurisce, o in ogni caso altera la tonalità delle pitture e risulta quasi sempre impossibile ottenere un ritocco invisibile.



Per oggi è tutto! Non perdere il prossimo post, ti spiegherò come riparare una sedia in modo  corretto e professionale...

Buona giornata!


mercoledì 12 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica. IX

Buongiorno e buon mercoledì! Devo dire che questa piccola rubrica settimanale dedicata al restauro mi da tante soddisfazioni, perché riscontro l'interesse verso un argomento che amo e che tratto molto volentieri. La settimana scorsa mi hanno scritto Nancy per esempio, e Stefy del blog http://shabbyecountrylife.blogspot.it/  che seguo da quando ho aperto anch'io questo  mio spazio virtuale e, oltre a farmi i complimenti, mi hanno anche riferito che questi post dedicati al restauro sono per loro utili e quindi facilmente fruibili. Di questo sono molto contenta perchè è proprio quello che desidero, rendermi utile condividendo una mia grande passione.

Oggi mi ricollego al discorso della scorsa settimana, in cui ho parlato dello stucco elencandone tre tipologie: lo stucco classico, lo stucco a cera, lo stucco a gommalacca.
Dopo averti descritto le caratteristiche e le proprietà dello stucco classico e dello stucco a cera, oggi ti parlo dello stucco a gommalacca.

Stucco a gommalacca.

Va preparato volta per volta nella quantità necessaria e si utilizza solitamente e preferibilmente per mobili di pregio che vanno rifiniti a gommalacca. Questo tipo di stucco si presta bene a chiudere crepe e foro anche profondi, perchè una volta essiccato non ha cali profondi di volume. 
Per prepararlo procedi così:




Carteggiatura e scelta della grana.

Durante le varie fasi del restauro non sempre è necessaria la carteggiatura, anche se si tratta indubbiamente di una pratica molto utile, per esempio quando si deve levigare una stuccatura precedente eliminando residui e sbavature. Per carteggiare si usano carte o tele abrasive acquistabili in fogli o nastri di dimensioni e grossolanità granulare diverse.
Alle carte e ai teli sono applicati granuli abrasivi di diversa dimensione, la cui finezza e grossolanità corrispondono ad una numerazione progressiva, ( 40, 80, 100), e più la numerazione è bassa, più l'abrasivo è ruvido e i granuli che lo compongono saranno quindi più grandi , si tratta delle carte abrasive  grossolane. .
I numeri alti invece indicano un abrasivo più fine. Tra un valore ed un altro lo scarto è di 20.
Considera che le carte grossolane sono quelle con valori sotto 180, mentre quelle fini sono sopra 240.
E' preferibile carteggiare a mano, con movimenti che seguono il corso della vena del legno, evitando passaggi trasversali che lasciano segni visibili. Per agevolare l'operazione di carteggiatura permettendo alla carta di adattarsi a determinati profili, questa, può essere avvolta attorno a una spugna o a uno straccio.
E' referibile poi non rimuovere in continuazione la polvere che produci, in quanto aiuta a levigare e ad evitare di graffiare il legno. Ti consiglio invece di cambiare la carta quando si sporca perchè i residui di legno intrappolati gfra i granuli possono lasciare segni sulla superficie. 
Terminata una prima carteggiatura procedi a un secondo passaggio più fine, con carte di numerazione maggiore.
A fine lavoro puoi asportare la polvere prodotta tramite un aspirapolvere ed uno straccio umido passato sulla superficie.
Come ho già spiegato nel post precedente, le parti stuccate vanno eventualmente ripassate e ulteriormente riempite, poiché lo stucco asciugandosi si ritira. Una volta seccata la seconda mano si effettua un'altra carteggiatura.

Per oggi è tutto! Spero di esserti stata utile! 

Buona giornata e alla prossima.

mercoledì 5 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica VIII.

Buongiorno e buon mercoledì! Sei un amante del restauro? Hai qualche mobile in casa appartenuto alla nonna che vorresti tanto far tornare al suo antico splendore? Allora sei nel posto giusto, seguendo le indicazioni scritte nei diversi post che ho dedicato al tema del restauro, puoi cimentarti anche tu in quest'arte che, come dico sempre, racchiude in sé la magia. Molto spesso mi è capitato di leggere e di sentire molte persone che confondono il restauro  con la decorazione di un mobile. Una volta  mi sono espressa in merito al fatto che esiste una bella differenza tra queste due pratiche: io posso prendere un mobile, o un qualsiasi altro complemento d'arredo, dipingerlo o lavorarlo con vernice e/o bitume come più mi piace, e qui parliamo di decorazione in quanto chiunque possieda manualità e passione ci si può dedicare, senza che siano necessari lo studio e la conoscenza. Il restauro invece è qualcosa di ben diverso, che può essere praticato solo da chi possiede una competenza e conoscenza profonda. Detto questo, è arrivato il momento di andare avanti con la lezione di oggi dedicata alla STUCCATURA.

Quando hai tra le mani un mobile o un complemento d'arredo con crepe profonde, non puoi intervenire con lo stucco, quest'ultimo va bene solo per fori grandi qualche millimetro. nel caso di fratture più grandi è necessario integrare le parti mancanti con legno della stessa essenza della parte in questione.
In commercio esistono stucchi pronti all'uso di diverso tipo, e altri possono essere preparati.
Le varianti più comuni e utilizzate sono : lo stucco classico, lo stucco a cera e lo stucco a gommalacca.

Stucco classico.

E' certamente lo stucco più utilizzato in sede di restauro. Si ottiene dalla miscela di gesso di Bologna (o pangesso) con terre colorate, quelle adatte cioè a riprodurre la tonalità del legno da riempire, e colla animale, o anche vinilica. 
Devi amalgamare Il gesso di Bologna e le terre sopra una superficie liscia come vetro o marmo, quindi  aggiungi la colla animale diluita con acqua calda per ottenere un composto della giusta fluidità.
Prepara un quantitativo sufficiente per le varie applicazioni, perché ti risulterebbe molto difficile ricreare la stessa tonalità cromatica. 
Per quanto riguarda la colla, la devi dosare volta per volta, in modo tale dal grado di tenacia che vuoi dare allo stucco. Versa più colla per le parti esposte a urti, mentre per fori e crepe non è necessario.
Prima di applicare l'impasto lavoralo e amalgamalo bene con la spatola . Quasi sempre è necessaria una seconda passata perché lo stucco classico tende a ritirarsi indurendosi.

Stucco a cera.

Puoi trovare facilmente in commercio questo tipo di stucco nella forma di stick solido di varia colorazione. Puoi ottenere diverse tonalità mescolando stick di diversi colori dopo averli liquefatti. Inoltre puoi preparare facilmente per conto tuo  questo tipo di stucco sciogliendo a bagnomaria cera vergine d'api con un pò di essenza di trementina, aggiungendo poi terre colorate per ottenere il colore desiderato. Una volta che avrai mescolato e amalgamato per bene il composto, versalo in piccoli stampi per ottenere stick solidi.
Questo tipo di stucco non raggiunge mai una durezza elevata, per cui non è adatto per la riparazione di parti esposte agli urti, è molto indicato per i mobili rifiniti a cera, in quanto il ritocco risulta impercettibile. Come gli altri tipi di stucco, anche lo stucco a cera può macchiare il legno, per questo bisogna applicarlo solo su legno appunto, precedentemente mordenzato e/o verniciato. 
L'utilizzo dello stucco a cera è molto semplice : preleva una piccola quantità di materiale dallo stick e ammorbidiscilo lavorandolo con le dita fino a conferirgli la forma di un cordoncino sottile. Successivamente inserisci lo stucco nella parte interessata e spianalo con la spatola. Rimuovi le eventuali eccedenze e pulisci successivamente con un panno di lana asciutto. Nel caso i fori siano troppi, usa lo stucco classico, altrimenti l'operazione potrebbe costarti davvero tempi eccessivi!

Per oggi è tutto,non perdere la prossima lezione sullo stucco a gommalacca e la carteggiatura, ora ti lascio con un piccolo grande segreto di bottega!




venerdì 31 maggio 2013

Ancora Ancore

Buongiorno e buon venerdì! Il venerdì è un giorno che mi piace tantissimo, e sono felice che il mio compleanno sia capitato proprio in questo giorno! Tanti auguri a me allora! ...non voglio divagare però, piuttosto spero tanto che maggio si porti via anche questo tempo 'strambo', con la speranza di poter utilizzare quei costumi tirati fuori circa un mese fa durante il cambio di stagione! E visto che di andare al mare non se ne parla, ho pensato di portare a casa mia un pò di atmosfera 'marina' con questo simpatico progetto DIY.









Ho creato un timbro con un foglio di gomma 'Adigraf' che ho inciso con gli appositi pennini creando la forma   di un'ancora; ho incollato il timbro su  un pezzo di legno ricavato da una vecchia tavola corrosa dal mare... Per questo  vado sempre per spiagge e porti a raccogliere legno in disuso, (un'attività che mi piace tantissimo devo ammetterlo!) qualche tempo fa sono stata molto fortunata, ho trovato una vecchia porta di una cabina tutta scrostata color verde menta... bellissima, poi un giorno ve la mostrerò e vi svelerò cosa voglia farne.
Tornando al progetto di oggi, una volta creato il timbro, ho eseguito la stampa su un rettangolo di stoffa in puro cotone, ed il risultato è questo!






















Io ho scelto di realizzare la stampa su stoffa perché voglio impiegarla per avvolgerci  dei piccoli pacchetti regalo, ma ovviamente si possono utilizzare anche altri materiali come la carta, il metallo o il legno!























Per oggi è tutto! Vi auguro un buonissimo fine settimana...Ora vado, ho una festicciola da organizzare:
 la mia! 

Ciaoooo

mercoledì 29 maggio 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica. VII

Buongiorno! Sono di nuovo qui, come ogni settimana, a scrivere di legno, di colla di pennelli ma soprattutto di passione, quella che mi ha spinto, ormai da un bel pò di anni  ad intraprendere il mio cammino nel mondo del restauro, della decorazione e dell'interior design in generale. Ho studiato tanto, ho fatto tanta pratica, (ma non ancora abbastanza) eppure l'amore che ho per questo mestiere e per tutto ciò che lo riguarda non si è mai affievolito, anzi, si alimenta sempre di più, giorno dopo giorno, tanto che ho avuto l'idea di aprire il mio blog proprio con l'intento di  condividere  la mia passione con qualcuno, e perchè no? Di aiutare, chi ne abbisognasse, soprattutto attraverso queste piccole lezioni, ad avvicinarsi al mondo del restauro senza indugi.

La volta scorsa ti ho descritto quali sono le caratteristiche della colla animale, come deve essere preparata e successivamente utilizzata. Oggi invece, è il turno della colla vinilica. 
Questo tipo di colla non dovrebbe far parte della dotazione tradizionale di un restauratore professionista, tuttavia, l'amatore può utilizzare tranquillamente la colla vinilica, il cui uso si adatta a tantissimi materiali.
Come la colla animale, può essere utilizzata per preparare stucchi con terre colorate. Per usarla al meglio, bisogna ricordare che la prima presa avviene nel giro di qualche ora, ma la definitiva polimerizzazione avviene nell'arco di un giorno;per una buona tenuta bisogna poi stringere le parti con mezzi adatti, quali morsetti da falegname o chiodini da non conficcare completamente e rimuovere dopo 24 ore. Nel post precedente ho accennato al fatto che sarebbe meglio restringere il suo utilizzo a mobili posteriori agli anni Venti e Trenta del secolo scorso e che la sua elevata resistenza, può ostacolare la possibilità di interventi successivi. E' importante sottolineare un altro aspetto aspetto negativo: la colla vinilica macchia il legno, per cui, in caso di pezzi nuovi quali aggiunte o riporti, è bene bagnare e mordenzare il legno prima di incollarlo.


Morsetti e bloccaggi.

Condizione essenziale perché una qualsiasi riparazione su un mobile da restaurare abbia buon esito è un corretto incollaggio. Effettuato sia con colla animale, sia con colla vinilica, l'incollaggio risulterà tanto più tenace quanto più i pezzi saranno stati pressati durante l'indurimento della colla. Per questo motivo è preferibile munirsi di morsetti di vario tipo che possano svolgere questa funzione. Il classico morsetto da falegname si compone di una ganascia dotata di una barra filettata che si stringe ruotando l'impugnatura. La pressione che esso può esercitare è così forte che bisogna fare attenzione a non segnare il legno, interponi a tal fine degli spessori di carta o compensato. Per stringere incollaggi su mobili di una certa dimensione si possono utilizzare lunghi strettoi a corsoio oppure dei nastri . E' preferibile mantenere la posizione dei morsetti per almeno 24 ore, in modo da essere certi che la presa della colla sia definitiva.

Per oggi è tutto, non perdere il prossimo post sulle differenti tipologie di stucco!

 Ciaoo




venerdì 24 maggio 2013

Alla 'Bella di Todi".

Buongiorno! Oggi la pioggia sembra averci concesso un po' di tregua, e con il fine settimana all'orizzonte, si potrebbe organizzare una bella gita fuori porta, o un pic nic sulla spiaggia. Il fine settimana  scorso io ed il mio amore siamo stati a Todi, in Umbria, ospiti dei nostri cari amici Biagio e Marilena che ci hanno accolti come sempre con i loro sorrisi e la loro disponibilità  nello stupendo agriturismo di cui sono i proprietari. Marilena in particolare è una grande appassionata di giardinaggio, e l'ampia distesa che circonda il casale in pietra, è diventato il grembo delle sue  fragranti 'creature' che ha piantato con le sue mani e che cura con attenzione ed amore. Passeggiando nel giardino di 'Entropia', (è il nome dell'agriturismo) non si possono non notare le bellissime rose antiche inglesi o la 'Bella di Todi', una carnosa rosa gialla dal profumo inebriante, per non parlare della lavanda, delle erbe aromatiche e molto altro ancora, e il lunedì  sono tornata a casa carica di vasi e vasetti preparati accuratamente da Marilena per me, che sa che amo le rose e i fiori in generale, proprio come lei...Se volete visitare virtualmente' 'Entropia', questo posto magico, vi lascio il link http://www.progettoentropia.it/.
Tutti quei profumi, la pace e la serenità vissuti ad Entropia, hanno stimolato la mia vena romantica e un po' retrò, e avendo a disposizione delle buste da lettera e della carta da scrapbooking con delle rose inglesi stampate, ho pensato di utilizzarle ispirandomi alle bellissime rose di Marilena.

Ho aperto le buste foderando l'interno con la carta, in questo modo anche un semplice biglietto d'auguri può trasformarsi in qualcosa di unico e speciale se racchiuso in una busta personalizzata.

Spero che il progetto di oggi vi sia piaciuto...Io lo adoro, e lo dedico alla mia musa ispiratrice: Marilena, simile ad una rosa, dall'aspetto fragile e delicato, capace di inebriarti con il profumo della sua forte personalità. 

Ciao e alla prossima!  

venerdì 17 maggio 2013

Il circo in una camera

Buongiorno! Finalmente è venerdì, e il sole dalle mie parti rimane ancora timidamente nascosto dietro grandi nuvoloni, ed è proprio nelle giornate come questa che il desiderio di colorare il mondo si impossessa di me come uno spiritello dispettoso.
Nella mia casa mancano ancora le tende, sono due anni e mezzo che la abitiamo, ma le tende sono un dettaglio che abbiamo tralasciato e di cui non ci siamo preoccupati più di tanto, mentre invece una semplice tenda bianca, a volte, può davvero dare quel tocco di completezza, arredando un ambiente che prima ci appariva spoglio e quindi anche in casa mia è arrivato il momento di pensare a questo particolare. Così  ho trovato dei vecchi bastoni per tende, appartenuti alla proprietaria dell'immobile, alcuni li ho semplicemente ripuliti per bene e li ho riutilizzati lasciandoli così come sono, anche se nel guardarli mi rendo perfettamente conto che il termine 'bello' non gli è proprio calzante...


Così un paio di giorni fa mi è venuta un'idea per la realizzazione delle tende per la camera da letto: avevo una bomboletta di smalto spray fucsia che ho utilizzata per verniciare i pomelli dell'asta che sorregge la tenda, mentre per quanto riguarda il bastone, ho pensato di 'shabbyzzarlo' a dovere, poi ho preso due teli in cotone bianco comprati all' Ikea della linea 'Lenda', li ho divisi in sezioni aiutandomi con il nastro di carta, ho realizzato uno stencil circolare con del cartone spesso e infine ho dipinto tanti pois fucsia picchiettando con il tampone di spugna.



Dato che io e mio marito siamo persone che non si prendono molto sul serio, ho pensato di realizzare per la nostra camera qualcosa di divertente e colorato che richiamasse un pò il mondo del circo e dei bambini in generale.


 Questo progetto quindi potrebbe prestarsi  anche per l'arredo di una cameretta per bambini per esempio, o 
per una craft room spiritosa, dove l'handmade ha un ruolo di assoluto protagonista.

 Ciao e buon fine settimana!