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mercoledì 5 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica VIII.

Buongiorno e buon mercoledì! Sei un amante del restauro? Hai qualche mobile in casa appartenuto alla nonna che vorresti tanto far tornare al suo antico splendore? Allora sei nel posto giusto, seguendo le indicazioni scritte nei diversi post che ho dedicato al tema del restauro, puoi cimentarti anche tu in quest'arte che, come dico sempre, racchiude in sé la magia. Molto spesso mi è capitato di leggere e di sentire molte persone che confondono il restauro  con la decorazione di un mobile. Una volta  mi sono espressa in merito al fatto che esiste una bella differenza tra queste due pratiche: io posso prendere un mobile, o un qualsiasi altro complemento d'arredo, dipingerlo o lavorarlo con vernice e/o bitume come più mi piace, e qui parliamo di decorazione in quanto chiunque possieda manualità e passione ci si può dedicare, senza che siano necessari lo studio e la conoscenza. Il restauro invece è qualcosa di ben diverso, che può essere praticato solo da chi possiede una competenza e conoscenza profonda. Detto questo, è arrivato il momento di andare avanti con la lezione di oggi dedicata alla STUCCATURA.

Quando hai tra le mani un mobile o un complemento d'arredo con crepe profonde, non puoi intervenire con lo stucco, quest'ultimo va bene solo per fori grandi qualche millimetro. nel caso di fratture più grandi è necessario integrare le parti mancanti con legno della stessa essenza della parte in questione.
In commercio esistono stucchi pronti all'uso di diverso tipo, e altri possono essere preparati.
Le varianti più comuni e utilizzate sono : lo stucco classico, lo stucco a cera e lo stucco a gommalacca.

Stucco classico.

E' certamente lo stucco più utilizzato in sede di restauro. Si ottiene dalla miscela di gesso di Bologna (o pangesso) con terre colorate, quelle adatte cioè a riprodurre la tonalità del legno da riempire, e colla animale, o anche vinilica. 
Devi amalgamare Il gesso di Bologna e le terre sopra una superficie liscia come vetro o marmo, quindi  aggiungi la colla animale diluita con acqua calda per ottenere un composto della giusta fluidità.
Prepara un quantitativo sufficiente per le varie applicazioni, perché ti risulterebbe molto difficile ricreare la stessa tonalità cromatica. 
Per quanto riguarda la colla, la devi dosare volta per volta, in modo tale dal grado di tenacia che vuoi dare allo stucco. Versa più colla per le parti esposte a urti, mentre per fori e crepe non è necessario.
Prima di applicare l'impasto lavoralo e amalgamalo bene con la spatola . Quasi sempre è necessaria una seconda passata perché lo stucco classico tende a ritirarsi indurendosi.

Stucco a cera.

Puoi trovare facilmente in commercio questo tipo di stucco nella forma di stick solido di varia colorazione. Puoi ottenere diverse tonalità mescolando stick di diversi colori dopo averli liquefatti. Inoltre puoi preparare facilmente per conto tuo  questo tipo di stucco sciogliendo a bagnomaria cera vergine d'api con un pò di essenza di trementina, aggiungendo poi terre colorate per ottenere il colore desiderato. Una volta che avrai mescolato e amalgamato per bene il composto, versalo in piccoli stampi per ottenere stick solidi.
Questo tipo di stucco non raggiunge mai una durezza elevata, per cui non è adatto per la riparazione di parti esposte agli urti, è molto indicato per i mobili rifiniti a cera, in quanto il ritocco risulta impercettibile. Come gli altri tipi di stucco, anche lo stucco a cera può macchiare il legno, per questo bisogna applicarlo solo su legno appunto, precedentemente mordenzato e/o verniciato. 
L'utilizzo dello stucco a cera è molto semplice : preleva una piccola quantità di materiale dallo stick e ammorbidiscilo lavorandolo con le dita fino a conferirgli la forma di un cordoncino sottile. Successivamente inserisci lo stucco nella parte interessata e spianalo con la spatola. Rimuovi le eventuali eccedenze e pulisci successivamente con un panno di lana asciutto. Nel caso i fori siano troppi, usa lo stucco classico, altrimenti l'operazione potrebbe costarti davvero tempi eccessivi!

Per oggi è tutto,non perdere la prossima lezione sullo stucco a gommalacca e la carteggiatura, ora ti lascio con un piccolo grande segreto di bottega!




6 commenti:

  1. Ciao,
    Interessantissimo il tuo blog, caspita, non si finisce mai di imparare! Proverò a mettere in pratica questo stucco, ho dei vecchi mobili che devo restaurare, spero di non fare un pasticcio.
    Continuerò a leggere i tuoi post e mi piacerebbe anche condividere delle idee.
    A presto!
    Nancy

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    1. Ciao Nancy!
      Grazie mille per i complimenti! Sono contenta di esserti utile, possiamo scambiarci idee e consigli ogni volta che desideri! Grazie ancora e buona serata! A presto
      Emanuela

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  2. Ciao Emanuela!!! Stavo leggendo qualche post arretrato e li ho trovati ricchi di info precise e ben dettagliate!!In particolare mi è piaciuto quello sui tarli perchè ho avuto a che fare spesso con questi simpatici esserini! Mentre per il discorso decorazione/restauro hai ragione da vendere! Spesso si confondono e si mischiano le due cose!Ho dei mobili legati al mio cuore che presto spero riuscirò a portare casa e sistemare.. mi sa che chiederò qualche tuo consiglio!! ^_^ Buon giornata!
    Stefy

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  3. Ciao bella Stef! Chiedimi pure quello che vuoi, sono a tua dispozione!! Bacioni e buona giornata!!

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