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mercoledì 12 giugno 2013

Come muovere i primi passi nel mondo del restauro: piccola guida pratica. IX

Buongiorno e buon mercoledì! Devo dire che questa piccola rubrica settimanale dedicata al restauro mi da tante soddisfazioni, perché riscontro l'interesse verso un argomento che amo e che tratto molto volentieri. La settimana scorsa mi hanno scritto Nancy per esempio, e Stefy del blog http://shabbyecountrylife.blogspot.it/  che seguo da quando ho aperto anch'io questo  mio spazio virtuale e, oltre a farmi i complimenti, mi hanno anche riferito che questi post dedicati al restauro sono per loro utili e quindi facilmente fruibili. Di questo sono molto contenta perchè è proprio quello che desidero, rendermi utile condividendo una mia grande passione.

Oggi mi ricollego al discorso della scorsa settimana, in cui ho parlato dello stucco elencandone tre tipologie: lo stucco classico, lo stucco a cera, lo stucco a gommalacca.
Dopo averti descritto le caratteristiche e le proprietà dello stucco classico e dello stucco a cera, oggi ti parlo dello stucco a gommalacca.

Stucco a gommalacca.

Va preparato volta per volta nella quantità necessaria e si utilizza solitamente e preferibilmente per mobili di pregio che vanno rifiniti a gommalacca. Questo tipo di stucco si presta bene a chiudere crepe e foro anche profondi, perchè una volta essiccato non ha cali profondi di volume. 
Per prepararlo procedi così:




Carteggiatura e scelta della grana.

Durante le varie fasi del restauro non sempre è necessaria la carteggiatura, anche se si tratta indubbiamente di una pratica molto utile, per esempio quando si deve levigare una stuccatura precedente eliminando residui e sbavature. Per carteggiare si usano carte o tele abrasive acquistabili in fogli o nastri di dimensioni e grossolanità granulare diverse.
Alle carte e ai teli sono applicati granuli abrasivi di diversa dimensione, la cui finezza e grossolanità corrispondono ad una numerazione progressiva, ( 40, 80, 100), e più la numerazione è bassa, più l'abrasivo è ruvido e i granuli che lo compongono saranno quindi più grandi , si tratta delle carte abrasive  grossolane. .
I numeri alti invece indicano un abrasivo più fine. Tra un valore ed un altro lo scarto è di 20.
Considera che le carte grossolane sono quelle con valori sotto 180, mentre quelle fini sono sopra 240.
E' preferibile carteggiare a mano, con movimenti che seguono il corso della vena del legno, evitando passaggi trasversali che lasciano segni visibili. Per agevolare l'operazione di carteggiatura permettendo alla carta di adattarsi a determinati profili, questa, può essere avvolta attorno a una spugna o a uno straccio.
E' referibile poi non rimuovere in continuazione la polvere che produci, in quanto aiuta a levigare e ad evitare di graffiare il legno. Ti consiglio invece di cambiare la carta quando si sporca perchè i residui di legno intrappolati gfra i granuli possono lasciare segni sulla superficie. 
Terminata una prima carteggiatura procedi a un secondo passaggio più fine, con carte di numerazione maggiore.
A fine lavoro puoi asportare la polvere prodotta tramite un aspirapolvere ed uno straccio umido passato sulla superficie.
Come ho già spiegato nel post precedente, le parti stuccate vanno eventualmente ripassate e ulteriormente riempite, poiché lo stucco asciugandosi si ritira. Una volta seccata la seconda mano si effettua un'altra carteggiatura.

Per oggi è tutto! Spero di esserti stata utile! 

Buona giornata e alla prossima.

2 commenti:

  1. Acc...mi ero perso gli ultimi tuoi post... tempo tiranno!... ma anche a me interessano moltissimo e così me li sono appena guardati! Il timbro con l'ancora è favoloso!... Grazie per condividere tutto il tuo sapere! Baci!

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    1. Ma grazie a te Raffaella! Grazie di cuore per tutti i bei complimenti che mi fai e soprattutto per l'interesse che dimostri nei confronti dei miei post ogni qualvolta si presenti l'occasione!
      Un bacio grande e buona giornata

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